la grande bugia: capitolo undicesimo

Ci risiamo ...

Ogni tanto l'unico neurone che alberga nella testolina dell'amministratore si mette in moto e lui che fa?

Convoca una assemblea in un periodo nel quale sa perfettamente che non ci sarà nessuno.

Sarebbe interessante capire come potremmo, secondo l'amministratore del condominio, approvare un bilancio consuntivo redatto con il più totale spregio del codice civile e di ben due sentenze della Corte di Appello di Cagliari.

Com'è ormai tristemente noto, l'amministratore avrebbe dovuto ricalcolare tutte le quote condominiali in millesimi a partire dall'esercizio 2007/2008, riconciliando i totali sbagliati con quelli giusti.
A tutt'oggi questo non è ancora successo perché comporterebbe, per lo stesso amministratore del condominio, il dover pagare un enorme quantità di denaro in più rispetto a quella che asserisce di aver versato.
Nell’attesa, continua a portare all'approvazione dell'assemblea bilanci preventivi e consuntivi privi di qualsiasi valore giuridico.

Che dire dell'ormai famosa "ordinanza del giudice Angioi" datata 20/04/2016 e sbandierata dall’amministratore nei momenti di bisogno?

Forse che è stata superata dalla sentenza del 29/09/2021 dello stesso Giudice Angioi che, dà ragione ad Abbanoa S.p.a. e condanna il condominio a pagarle la modica cifra di € 65.849,06 oltre a € 7.722,25 di spese legali per un totale complessivo di € 73.751,31?
Cifra che non soddisfa minimamente il credito vantato da Abbanoa, tanto che lo stesso amministratore riporta nella sua ultima relazione un debito residuo di € 135.000,00.

Non possiamo non affrontare le "morosità croniche" della Progetto Impresa Sviluppo s.r.l., come l'amministratore sa bene, non si parla di un debito nei confronti del condominio ma bensì di un credito.

Come non sapete, perché l'amministratore si è guardato bene dall'informarvi, c'è stato un tentativo di conciliazione obbligatorio presso la Camera di Commercio di Oristano, imposto proprio dal Tribunale di Oristano che purtroppo non ha avuto nessun esito.
Nel corso dei vari incontri che si sono tenuti, l'unica che ha portato dei conteggi degni di questo nome e su cui cercare una convergenza, è stata proprio la Progetto Impresa Sviluppo.
L'amministratore dal canto suo si è limitato a cercare artifici contabili e spese non ancora deliberate per cercare di diminuire o annullare il credito vantato dalla Progetto Impresa Sviluppo.
Tutto questo si tradurrà per noi condomini in un altro enorme esborso di denaro per pagare per inutili spese legali dato che la Corte D'Appello di Cagliari ha nominato un consulente che stabilisca il credito/debito della Progetto Impresa Sviluppo nei confronti del condominio, e che l'amministratore, senza avere nessuna delibera che lo autorizzasse, ha ritenuto di nominare un consulente per il condominio.

Di sicuro, come prova il fatto che lo stesso amministratore non l'abbia più annoverata tra i "morosi cronici", anche la Tate è a credito e non a debito nei confronti del condominio.

Ma se è inconfutabilmente provato che né la Tate né la Progetto Impresa Sviluppo sono morosi, perché sono stati necessari tutti i finanziamenti infruttiferi precedenti fatti a causa dei morosi?
E perché dovrebbe essere necessario il futuro: "finanziamento infruttifero (voce 7) dei condomini con restituzione annuale per mancate entrate grazie ai morosi" chiesto dall'amministratore e che è stato quantificato nel "bilancio Preventivo 2022/2023" in € 91.000,00?
Ci sono veramente dei morosi o stiamo solo finanziando la personale caccia alle streghe dell’inquisizione dell’amministratore del condominio?

Qui gatta ci cova ...

"Stato cause pendenti presso Tribunale di Oristano e Corte D'Appello di Cagliari per morosità croniche nei confronti di Progetto Impresa Sviluppo Srl".
Di quella in Corte D'Appello abbiamo già detto, presso il Tribunale di Oristano ci sono pendenti due cause:
La prima è relativa all'impugnazione fatta dalla Tate s.r.l. in liquidazione e dalla Progetto Impresa Sviluppo s.r.l. della delibera del 14/08/2016 e che dal 2020 è ancora in attesa di una decisione del giudice del Tribunale di Oristano, per cui non ha niente a che fare con presunte "morosità croniche";
La seconda è relativa all'opposizione fatta dalla Progetto Impresa Sviluppo s.r.l. al secondo decreto ingiuntivo che le ha fatto il condominio dopo che il primo era stato revocato, proprio in relazione a questa causa il giudice del Tribunale di Oristano aveva imposto il tentativo di conciliazione che non ha avuto esito favorevole.
Questa causa è viziata da un errore dovuto al calcolo errato delle quote condominiali che sarebbero dovute dalla Progetto Impresa Sviluppo s.r.l..
Infatti la sentenza della Corte D'Appello di Cagliari, successiva all'emissione del secondo decreto ingiuntivo, stabilisce che alla Progetto Impresa Sviluppo debba essere addebitato solo il 30% dell'importo delle quote condominiali che le sono state addebitate dall'amministratore.
Tanto è vero che la Progetto Impresa Sviluppo s.r.l. con le note di trattazione in udienza depositate il 23/03/2023 ha chiesto che le venisse riconosciuto il credito di € 24.304,66 vantato nei confronti del condominio.
Anche per questa causa siamo in attesa delle decisioni del giudice.

Non possiamo esimerci dal commentare alcune frasi della relazione dell'amministratore.

Citiamo fedelmente: "Ringrazio tutti, vecchi e nuovi, per la quarantennale fiducia. Ringrazio tutti per avermi sempre supportato, in tutte le sedi per difendere gli interessi del nostro villaggio".

Egregio amministratore, si è reso conto del fatto che sin dalla costituzione del condominio la maggior parte dei condomini, chi prima, chi dopo, ha sempre agito legalmente nei confronti del condominio e suoi personalmente?
È vera la sua affermazione che una parte dei condomini ha agito per difendere gli interessi del nostro villaggio, infatti lei è stato dichiarato decaduto per ben due volte, ma purtroppo non è servito a nulla.
Adesso chiunque, in passato, abbia comprato un immobile all'interno del Villaggio è costretto a svenderlo e non a venderlo.

L'unica cosa che è riuscito a fare è rendere inospitale il villaggio nonostante la sua fantastica posizione, la splendida vista e la stupenda natura circostante.

Come rimanere indifferenti alla sua considerazione: "Oggi i 2 Comuni incamerano solo le nostre tasse".

Guardi che è nero su bianco il fatto che lei, come persona fisica, abbia richiesto al Comune di Magomadas con la sua lettera del 23/12/2008 e protocollata dal Comune di Magomadas con il n. 4375 la gestione del campo da tennis e zone limitrofe e che il Comune di Magomadas con la delibera del Consiglio Comunale n. 07 del 25/03/2009 abbia deliberato di accoglierla.
Sarebbe stato sufficiente che lei avesse continuato a fare solo i suoi interessi.
Invece evidentemente i suoi interessi non collimavano con quelli di tutti gli altri condomini e questi ultimi, per consentirle di raggiungere il suo scopo, sono stati obbligati da lei a buttare dalla finestra un’immensa quantità di denaro per la manutenzione di beni comunali.

Lei afferma che: "Il gestore unico dell'acqua Soc. Abbanoa, non è mai riuscito ad erogare, neanche parzialmente, il quantitativo di acqua di acqua necessario per soddisfare la richiesta giornaliera del nostro Villaggio", e poi aggiunge: "Nonostante ciò abbiamo sempre superato agevolmente le massicce richieste di mc di acqua con le nostre fonti di approvvigionamento".

E qui, tutti in piedi ad applaudire scatta l'ovazione ...

Il suo messaggio è chiarissimo: Il vostro amministratore è più potente ed efficiente del gestore dell'acqua Soc. Abbanoa  che, nonostante la sua inutilità, pretende addirittura di avere altri € 135.000,00 da noi che siamo IL CONDOMINIO VILLAGGIO TURAS.

Questa è la "Carota"!

Ma alla fine nascosto dietro un palese errore grammaticale e due punti arriva anche il "Bastone"!

 "Approvvigionamento idrrico: Comunque è doveroso informarvi che, dopo le mie dimissioni, il proprietario cesserà di approvvigionare il condominio"

Ma come amministratore, in tempi non sospetti, lei ha stipulato il contratto di affitto del "Pozzo privato" a suo nome e non, come nel caso del campo da tennis, nella sua qualità di amministratore del Villaggio Turas.
Poi prospettandoci gli scenari più catastrofici per la salute della rete idrica del nostro condominio è riuscito a costruirsi una sua rete idrica che le consente di utilizzare l'acqua del "Pozzo privato" solo per le sue strutture.
E adesso usa tutto questo come “Armageddon” nel caso qualcuno osasse escluderla dall'amministrazione del condominio.

Questo significa che il vecchio adagio "chi amministra ha minestra" deve avere un fondo di verità.

E secondo lei noi condomini che ci siamo svenati per mantenere in vita fatiscenti beni comunali, per vederla costruirsi la sua rete idrica, per vederla riempire la sua piscina che tutti abbiamo contribuito a pagare e che ha esaurito immediatamente la sua gratuità sia del primo che del secondo contributo, per vederla far funzionare il suo bar, il suo ristorante, i suoi appartamenti, noi che abbiamo visto le nostre case non valere più nulla e il lento ma inesorabile declino del nostro villaggio, adesso di fronte alle sue minacce dovremmo perderci in un "bicchier d'acqua"?

A parte il suo gregge belante speriamo che tutti gli altri finalmente facciano qualcosa.

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