La grande bugia: capitolo ottavo

Avrei voluto cominciare dicendo che il 6 gennaio i re magi non saranno più tre ma che sono diventati quattro e che porteranno oro incenso mirra e bugie ma non più a Betlemme bensì alla capanna che è stata spostata al Villaggio Turas, mentre la mangiatoia è stata messa fra l'amministratore e il dottore.

Poi mi sono reso conto che nessuno di voi avrebbe capito questo “sottile” umorismo sicuramente fuori luogo in quanto è più appropriata una grande tristezza.

Perché vedere circa 225 persone che si fanno prendere in giro da un “guitto” ottantenne è veramente triste.

Accettare che nessuno dica nulla sul fatto che il sedicente amministratore di un villaggio turistico estivo convochi l’assemblea di condominio il 6 gennaio, sostenendo che molti proprietari trascorrono le festività al villaggio, equivale a dire: siamo alla tua mercé puoi farci tutto quello che vuoi!

Noi, il tuo gregge, ti seguiremo ovunque.

Avrei voluto dirvi che non si può: "approvare lo stato di un contenzioso e processi in corso”, perché solo un tribunale emette una sentenza e il fatto che un'assemblea condominiale l'approvi o meno è un fatto del tutto irrilevante.

Non c’è nessun processo in corso che verta sull’inesistente debito della Tate s.r.l. in liquidazione di: “diconsi (diciassettemilaquattrocentocinquantadue/87)”, perché il decreto ingiuntivo fatto dal condominio è già stato revocato e la Corte di Appello di Cagliari ha condannato il condominio a rimborsare alla Tate s.r.l. in liquidazione € 2.690,00 di spese legali.

L’unica causa ancora in essere, che vede coinvolta la Tate s.r.l. in liquidazione insieme alla Progetto Impresa Sviluppo s.r.l. è quella con il numero di R.G. 1311/2016 che riguarda l’impugnazione della delibera assembleare del 14/08/2016 e che è in attesa della sentenza pertanto non c’è nulla da “approvare” c’è solo da aspettare.
Così come non c’è nulla da “approvare” riguardo alla Progetto Impresa Sviluppo s.r.l. perché la Corte di Appello di Cagliari, a causa del comportamento omissivo dell’amministratore ha già deciso di nominare un CTU che dovrà stabilire qual è il credito della Progetto Impresa Sviluppo s.r.l..
Mentre il secondo decreto ingiuntivo, che è stato calcolato in maniera errata e non secondo quanto stabilito dalla sentenza della Corte d’Appello di Cagliari, dovrebbe essere revocato.

Stato del contenzioso Bianchi Giuseppe deceduto così proposto sembra che il Sig. Bianchi Giuseppe sia morto da poco, mentre, in realtà, è mancato da molto tempo, e, soprattutto l’amministratore non ha mai riferito ne documentato lo stato del recupero crediti, il che rende impossibile “approvare” lo stato del contenzioso Bianchi Giuseppe deceduto, sempre ammesso che ne esista uno.

E che dire del punto 7) all’ordine del giorno: Revoca addebito 30% deliberato dall’assemblea del 03/08/2007.
Vorrei sapere quale condomino è a conoscenza di cosa si sta parlando e di quanto sia già costato e costerà in termine di “spese legali” al condominio.
Vorrei sapere come potrebbe uno dei nuovi condomini, senza aver ricevuto un’adeguata informazione deliberare o delegare qualcuno che voti per loro con riferimento ai punti 4, 5, 6 e 7 dell’ordine del giorno.

Incredibilmente dopo circa 15 anni esattamente dal 23/07/2007 si ritorna al “Supercondominio” dopo che se ne era già constatata l’impossibilità di esistere.
Infatti seppur non esista nel codice civile una definizione di “supercondominio”, la sua esistenza giuridica è prevista nell’art. 1117-bis: “Le disposizioni del presente capo si applicano, in quanto compatibili, in tutti i casi in cui più unità immobiliari o più edifici ovvero più condominii di unità immobiliari o di edifici abbiano parti comuni ai sensi dell'articolo 1117”.

È chiaro come un villaggio turistico che è costruito in due Comuni diversi non possa avere parti comuni.

Soprattutto considerando che le strade, l’illuminazione pubblica, la rete idrica e la rete fognaria del lato del Comune di Magomadas sono di proprietà di quest’ultimo che le ha date in concessione al Sig. Rocco Semeraro, mentre quelle del lato di Bosa sono di proprietà dei lottizzanti.

Tutto questo vi fa capire come sia la solita “assemblea farsa” priva di qualsiasi senso, con pochi condomini che parteciperanno con decine di deleghe, la maggior parte delle quali non sarà mai verificata.

Questo mi costringerà a impugnare anche questa assemblea.

Anche perché, nell’incontro di mediazione obbligatoria che si è tenuto ad Oristano il 05/12/2022, gli avvocati del condominio ci avevano proposto un accordo che sarebbe dovuto essere approvato dall’assemblea dei condomini che si sarebbe dovuta tenere il 22/12/2022 e che avrebbe dovuto anche autorizzare l’amministratore a firmarlo.
Ma la cosa bizzarra è, che secondo gli avvocati del condominio la decisione di proporre quest’accordo sarebbe stata presa proprio la mattina dell’incontro del 5/12/2022.
Quando ho riferito loro di non aver ancora ricevuto la convocazione, costatando però che sarebbe stato sufficiente che arrivasse entro il 17/12/2022, gli avvocati del condominio, stupiti del fatto che non avessi ancora ricevuto la convocazione, mi hanno detto che era stata inviata il 4/11/2022.
Ma se la decisione di proporre l’accordo era stata presa il 5/12/2022 com’è possibile che l’ordine del giorno della convocazione dell’assemblea inviato il 4/11/2022 potesse già averlo messo all'ordine del giorno?
Ovviamente nell’ordine del giorno dell’assemblea, che è datato 6/12/2022, non c’è traccia dell’accordo proposto dai legali del condominio.

Quando vi saranno quantificate le spese legali sostenute e da sostenere, sapete giàcon chi ve la dovrete prendere.

La strategia è sempre la stessa, dirvi un sacco di “inesattezze” dato che nessuno di voi s’interessa di verificare e che continuate a prendere tutto quello che viene detto dall'amministratore come oro colato.

Avviso sin da adesso che nel caso di gravi omissioni da parte del presidente e del segretario dell’assemblea, come la mancata verifica della regolarità delle convocazioni e del rilascio delle deleghe, verificherò con i miei avvocati la possibilità di compiere azioni anche nei loro confronti.

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