La grande bugia: capitolo settimo

In effetti fare un'assemblea sarebbe stato difficile dopo tutto il lavoro che l'amministratore ha dovuto fare nel corso dell'anno che è passato.

Lo sanno tutti che l'amministratore piuttosto che fare un'assemblea preferisce far parlare i fatti.

Ed i fatti sono rappresentati dalla sua ultima decisiva vittoria costituita dalla sentenza della Corte di Appello del 13/07/2022 relativa alla causa R.G. n. 207/2020 che testimonia delle sue capacità, della sua lungimiranza e del suo immenso attaccamento al "nostro villaggio".

Chi altro avrebbe potuto spendere più di € 8.100,00 circa, oltre al saldo finale delle parcelle degli avvocati, per risparmiarne € 1.345,00?

Infatti, grazie alla succitata sentenza, il condominio invece di dover pagare alla Tate s.r.l. in liquidazione € 4.035,00, come da precedente sentenza del Tribunale di Oristano, ne dovrà pagare solo € 2.690,00.

€ 4.035,00 - € 2.690,00 = € 1.345,00

Queste sono decisioni difficili da prendere che assorbono tantissima energia, lasciano la mente stremata e non in grado di sostenere il peso di un'assemblea.

Poco importa che sia un villaggio turistico estivo e che moltissimi condomini non siano residenti, la cosa più importante è aver risparmiato € 1.345,00.

Però dobbiamo onestamente notare che la Tate s.r.l. in liquidazione è stata condannata a pagare € 1.220,00 a titolo di compenso di avvocato, oltre spese forfetarie, iva e cpa, per cui il saldo finale dovuto agli avvocati sarà parzialmente ammortizzato.

Rimane il fatto che bisogna trovare questi € 2.690,00 che il condominio è stato condannato a pagare alla Tate s.r.l. in liquidazione, oltre ai € 10.000,00 che non sono mai stati calcolati come quote condominiali pagate dalla Tate s.r.l. in liquidazione e oltre ai € 3.052,74 che la Tate s.r.l. in liquidazione ha bonificato alla Fondiaria SAI S.p.a. per pagare una rata della polizza assicurativa del condominio.

Lo sappiamo che è difficile da accettare, ma la morosa Tate s.r.l. in liquidazione ha un credito di € 18.742,74 nei confronti del condominio.

E non teniamo conto dei € 13.318,19 di spese legali pagate per recuperare un presunto credito di € 13.318,59, in fondo quei 0,40 centesimi valevano tutti gli sforzi fatti.

Infatti, come sappiamo, le spese legali sono state vanificate dall'annullamento del decreto ingiuntivo n. 347/2015 del 15/09/2015 fatto alla Tate s.r.l. in liquidazione ed inoltre il condominio, pur essendosi insinuato nell'esecuzione immobiliare n. 90/2017 (che tante fotocopie è costata ai condomini) e pur avendo fatto di tutto per accellerare la vendita all'asta degli appartamenti della Tate s.r.l. in liquidazione, non ha incassato neanche un euro dall'asta, nonostante tutte le assicurazioni fatti dalla "banca" all'amministratore.
In compenso, basandosi solo su un titolo di credito che poi è stato annullato dal Tribunale, ha provocato tanti danni alla Tate s.r.l. in liquidazione.

E poi, come riportano voci estive di corridoio, il King è stanco.
È molto stanco perché ha dovuto affrontare, sistemare ed accudire l'enorme massa dei vacanzieri che hanno soggiornato nelle sue proprietà sparse nel regno e che si sono rifocillate nel suo bar e nel suo ristorante e non ha certo tempo ed energie residue da dedicare al condominio.


Probabilmente, dopo il mese di settembre o forse verso capodanno troverà le forze e il tempo per riunirsi con i suoi fidi giannizzeri nelle sue segrete stanze per determinare i destini del suo condominio.

 

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