La grande bugia: capitolo terzo

Come abbiamo gia avuto modo di dire nell'altro articolo, il decreto ingiuntivo fatto alla Tate s.r.l. in liquidazione, è stato una ghiotta occasione per l'amministratore del condominio per "accellerare" e poi "insinuarsi" nella esecuzione immobiliare 90/2017 promossa da una società di recupero crediti contro la Mitho s.r.l. di cui la Tate s.r.l. in liquidazione era garante.
Più volte e con più persone, l'amministratore del condominio si era addirittura vantato di aver fatto "anticipare" l'esecuzione immobiliare, forte delle rassicurazioni della "BANCA", che lui sosteneva di aver incontrato a Roma, con la quale aveva stretto un accordo per il quale la "BANCA" si era impegnata a riconoscere al condominio l'intero importo del presunto debito della Tate s.r.l. in liquidazione.
Come sappiamo l'importo complessivo del costo relativo al decreto ingiuntivo fatto alla Tate è di € 11.646,05, così suddiviso: € 7.842,77 sono riferiti al solo decreto ingiuntivo e € 3.803,28 sono riferiti all'insinuazione nella esecuzione immobiliare 90/2017.
Recentemente ci è stato inviato il "Progetto di distribuzione delle somme ricavate dalla vendita del compendio pignorato", cioè la vendita degli appartamenti di proprietà della Tate s.r.l. in liquidazione.
Nel "Progetto di distribuzione", il professionista delegato scrive: " - il creditore procedente ha depositato in data 30/9/2021 la nota di precisazione del credito, integrata e rettificata dalla nota del 29/3/2022, mentre non ha depositato il creditore intervenuto Condominio Villaggio Turas Residence – Magomadas Bosa".

Perché il creditore intervenuto Condominio Villaggio Turas Residence - Magomadas Bosa, dopo aver speso la bellezza di € 3.803,28 per insinuarsi nella esecuzione immobiliare 90/2017 non ha presentato la sua "nota di precisazione del credito", perdendo così la possibilità di recuperare il suo "credito"?

Eppure il punto 6) all'ordine del giorno dell'assemblea del 17/10/2021 ci sembrava non lasciasse scampo alla Tate s.r.l. in liquidazione, addirittura colpevole di essersi ribellata e aver proposto appello alla sentenza del Tribunale di Oristano che la vedeva soccombente.
E come dimenticare l'invito rivolto dall'assemblea "all'unanimità" all'amministratore di difendere in tutte le sedi gli interessi del condominio?

Cosa non ha funzionato?
Che cosa è andato storto?

È possibile che l'amministratore del condominio abbia rinunciato a recuperare il credito del condominio?

Eppure è lo stesso amministratore che nella sezione "d" del quinto punto all'ordine del giorno scrive: "d- Gli aggiudicatari dei 6 appartamenti dell'esecuzione immobiliare n. 90/17 del Tribunale di Oristano - 3 su 6 hanno versato le quote dell'anno in corso e quello precedente, come per legge, il 4° aggiudicatario ha versato un acconto, gli ultimi 2 devono ancora versare. Per differenza quote pregresse il condominio è ancora a credito di €. 22.263,66".

All'improvviso, ad un passo dalla possibilità di recuperare tutti i €. 22.263,66, forte anche dell'accordo con la "BANCA", l'amministratore si blocca...

Secondo noi significa che il decreto ingiuntivo 347/2015 è stato revocato e che senza titolo di credito è impossibile presentare una "nota di precisazione del credito", che la "BANCA" non ha mai fatto nessun accordo con il Condominio Villaggio Turas Residence – Magomadas Bosa, e che sono stati sprecati un sacco di soldi solo ed esclusivamente per soddisfare le necessità dell'amministratore del condominio.

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