La grande bugia: capitolo secondo

L'assemblea del 17/10/2021 e ... LE SPESE LEGALI

Punto 5) all'ordine del giorno:
Approvazione addebito contro Tate srl in liquidazione di 50.000,00 euro per spese legali e di giustizia; soccombente nelle varie sentenze emesse dai Giudici del Tribunale di Oristano a favore dello Studio Legale Del***. Il condominio risponde in solido.
    d- Gli aggiudicatari dei 6 appartamenti dell'esecuzione immobiliare n. 90/17 del Tribunale di Oristano - 3 su 6 hanno versato le quote dell'anno in corso e quello precedente, come per legge, il 4° aggiudicatario ha versato un acconto, gli ultimi 2 devono ancora versare. Per differenza quote pregresse il condominio è ancora a credito di€. 22.263,66;

Punto 6) all'ordine del giorno:
Tate srl in liquidazione ha proposto appello avverso la sentenza emessa dal Giudice Dottoressa Consuelo Mighela del Tribunale di Oristano che la vede soccombente;

Punto 7) all'ordine del giorno:
Approvazione situazione debitoria Progetto Impresa srl e procedure legali in corso.

Relativa discussione:

PUNTO N° 5- PROGETTO IMPRESA SVILUPPO SRL E TATE SRL IN LUQUIDAZIONE

Il Presidente, invita l'amministratore ad illustrare l'andamento delle controversie legali che vedono contrapposto il condominio e le due società Progetto Impresa, ipotecata dal Condominio e Tate srl in liquidazione, che da anni omettono di pagare le rispettive quote condominiali. L'amministratore richiama il verbale del 7 marzo scorso dove sono elencati tutti i debiti delle società interessate. L'assemblea dopo ampia discussione approva all'unanimità la prosecuzione delle azioni legali in atto. Si invita l'amministratore a tutelare gli interessi del condominio in tutte le sedi.

PUNTO N° 6 - con riferimento all'oggetto, l'assemblea all'unanimità invita l'amministratore a difendere in tutte le sedi gli interessi del condominio.

PUNTO N° 7 - l'assemblea prende atto della situazione debitoria della Società Progetto Impresa e all'unanimità delibera di intraprendere e continuare tutte le azioni legali necessarie a tutela degli interessi del condominio.

50.000,00 euro di spese legali ...

Le controversie che vedono di fronte il "CONDOMINIO" e la Tate s.r.l. in liquidazione e la Progetto Impresa Sviluppo s.r.l., sono 5.

Le prime tre cause si riferiscono ad altrettanti decreti ingiuntivi:

Due decreti ingiuntivi fatti alla Progetto Impresa Sviluppo s.r.l. che, per brevità chiameremo: D.I._Progetto_1 il primo e D.I._Progetto_2 il secondo;

Uno alla Tate s.r.l. in liquidazione che per brevità chiameremo: D.I._Tate, nelle more di quest'ultimo decreto ingiuntivo, l'amministratore del condominio ha ritenuto opportuno "accellerare" e poi "insinuarsi" nella esecuzione immobiliare 90/2017 promossa da una società di recupero crediti contro la Mitho s.r.l. di cui la Tate s.r.l. in liquidazione era garante.
Questa esecuzione immobiliare è stata "anticipata" grazie all'intervento dell'amministratore del condominio che, pur sapendo che non avrebbe mai preso un solo euro, ha prima raccontato le solite "inesattezze" di un accordo con la "banca" che non era neanche parte in causa per poi far restare il condominio con un pugno di mosche in mano.

Esiti e costi dei tre decreti ingiuntivi

  • D.I._Progetto_1, costo € 17.010,01, vincitore e creditore Progetto Impresa Sviluppo s.r.l;
  • D.I._Progetto_2, costo € 7.842,77, sicuro vincitore Progetto Impresa Sviluppo s.r.l.;
  • D.I._Tate, costo € 11.646,05, vincitore Tate s.r.l. in liquidazione, il condominio oltre ai crediti vantati dalla Tate s.r.l. in liquidazione, deve pagarle anche € 4.000,00 di rimborso spese legali.

Nelle prime tre azioni legali il condominio ha "buttato" ben € 36.498,83.

Va detto che sia per il D.I._Progetto_1, sia per D.I._Progetto_2, il condominio "deve" fare due tentativi di conciliazione:

  1. L'amministratore del condominio ha riferito alla Corte di Appello di Cagliari che per poter partecipare al tentativo di conciliazione relativo al D.I._Progetto_1, deve farsi autorizzare dall'assemblea dei condomini nella prossima assemblea del condominio e si è impegnato a mettere all'ordine del giorno della prossima assemblea la richiesta di tale autorizzazione.
  2. Il secondo tentativo di conciliazione relativo al D.I._Progetto_2 è già in corso, il primo incontro c'è stato il 24/05/2022 presso la Camera di Commercio di Oristano, il secondo incontro è fissato per il 05/07/2022.

Le rimanenti due cause sono le uniche azioni legali promosse dalla Tate s.r.l. in liquidazione e dalla Progetto Impresa Sviluppo s.r.l.:

  • La Tate s.r.l. in liquidazione impugna la delibera dell'assemblea del 08/08/2015 perché la convocazione era arrivata in ritardo e non nei cinque giorni precedenti l'assemblea, nonostante le solite "costosissime" prese di posizione dell'amministratore: "Il Presidente constata la presenza di n. 118 (in proprio o per delega) Unità Abitative per 679,92 millesimi e chiede all'Amministratore conferma del corretto invio dell'avviso di convocazione a tutti gli aventi diritto. L'Amministratore legge all'Assemblea una comunicazione ricevuta dai condomini TATE SRL e PROGETTO SVILUPPO IMPRESA SRL nella quale i suddetti condomini diffidano il condominio dal costituirsi in assemblea in quanto sostengono di aver ricevuto la convocazione oltre i termini di legge. L'Amministratore spiega all'assemblea la storia della convocazione e legge il parere dell'avvocato del condominio dr.ssa C******a C*****u"; il Tribunale di Oristano da ragione alla Tate s.r.l. in liquidazione e annulla la delibera.
    Delibera sulla quale si fondavano sia il D.I._Progetto_1 sia il D.I._Tate, i quali, a seguito dell'annullamento della delibera, vengono invalidati.
    La "costosissima" presa di posizione dell'amministratore supportata dai "suoi" famosi pareri legali, è costata, fino ad oggi, al condominio, € 18.656,30.
  • La Tate s.r.l. in liquidazione e la Progetto Impresa Sviluppo s.r.l. sono costrette ad impugnare anche l'assemblea del 14/08/2016 perché l'amministratore del condominio, sfoggia uno dei suoi più famosi cavalli di battaglia: "la ratifica postuma".
    Purtroppo per lui, in riferimento alla ratifica, la Corte di Appello di Cagliari ha già osservato che: "Di nessuna rilevanza – neppure sotto il profilo dell’interesse a ottenere la pronuncia, della cui sussistenza ab origine non può dubitarsi, giacché la norma di cui al predetto art. 66, comma 3 è funzionale a garantire la regolare formazione della volontà dell’ente di gestione – è che l’assemblea condominiale abbia, successivamente all’instaurazione del giudizio, con delibera del 14.08.2016, provveduto a ulteriormente ratificare decisioni assunte con le deliberazioni censurate dall’attrice, atteso che – eccettuato il punto relativo all’approvazione del bilancio consuntivo 2014/2015 – non v’è coincidenza fra i punti all’ordine del giorno delle due riunioni (quella dell’08.08.2015 e quella del 14.08.2016).
    La delibera condominiale dell’08.08.2015 deve, pertanto, essere annullata".
    Anche quest'ultima alzata di ingegno dell'amministratore del condominio, oltre a non avere molte possibilità di successo, ha già avuto sino ad oggi un costo rilevante per il condominio pari ad € 10.584,45.

Analizzando l'operato dell'amministratore del condominio, dobbiamo prendere atto del fatto che per tentare di recuperare un credito totalmente privo di fondamento di € 41.902,84, ha fatto spendere al condominio la bellezza di € 65.739,58 cifra che sarà certamente destinata ad aumentare.

In pratica, anche se per il condominio fosse andato tutto bene, per recuperare € 41.902,84 ha pagato € 65.739,58 e ci ha già rimesso € 23.836,74.

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